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«Parigi Stampa - Il carro di Giacometti». Spettacolo teatrale di Marek Kedzierski

Sabato 3 ottobre 2026 a Stampa (prenotazione posti qui: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e giovedì 5 novembre a Sondrio si svolgeranno la prova generale rispettivamente l'anteprima dello spettacolo teatrale "Parigi Stampa - Il carro di Giacometti", di Marek Kedzierski, con Stefania Casini e Astra Lanz. Il Centro Giacometti ha creato una rete di enti e compagnie che produce, organizza le prove e mette in scena l'opera del Kedzerski. Si tratta di una preziosa e dovuta opportunità per rendere omaggio ad Alberto Giacometti, il noto artista di Stampa, del quale nel 2026 si ricordano i suoi 125 anni dalla nascita e i 60 anni dalla scomparsa.

Nell'autunno 2025 erano iniziate le prove della nuova pièce teatrale firmata dal regista e drammaturgo polacco Marek Kedzierski. Lo spettacolo è concepito per due attrici e si articolerà a partire dal 2027 in una serie di serate teatrali in Italia e nella Svizzera Italiana. Al centro della narrazione, i legami familiari e l’intreccio biografico e artistico dei fratelli Giacometti, tra Parigi e Stampa. 

L’idea drammaturgica di Kedzierski prende avvio da un elemento iconico: il carro funebre che nel gennaio del 1966 trasportò la salma dell’artista attraverso il paesaggio innevato di Stampa. Quel medesimo veicolo – oggi ancora in perfette condizioni – compare nelle immagini del funerale, nero e lucido, ornato con dettagli elaborati, segnato dal fango della neve sciolta. Nella sua forma originaria, ha attraversato il tempo, sopravvivendo a coloro ai quali ha reso l’ultimo omaggio. Oggi, quella stessa carrozza potrebbe tornare a incombere simbolicamente nell’anno dell’anniversario della morte dell’artista.
Questa suggestione ha condotto l’autore a riflettere sul ruolo dei veicoli nell’opera di Giacometti: dalle enigmatiche macchine delle sue creazioni surrealiste degli anni ’30, fino a sculture come Femme au chariot oppure Il Carro, forse ispirata alla biga tebana conservata al Museo Archeologico di Firenze. Nella sua arte, la dimensione meccanica si intreccia con l’essenza dell’esistenza.

Anche nella vita quotidiana di Giacometti i veicoli hanno avuto un ruolo non secondario: dalle carrozze trainate da cavalli ai taxi parigini, bregagliotti o milanesi, dagli autobus ai treni, fino all’automobile sportiva – una MG rossa – protagonista assieme a Caroline del celebre ciclo di disegni Paris sans fin. Nonostante la menomazione subita nel 1938, quando fu investito da un’auto, i mezzi di trasporto gli permisero di muoversi, di osservare, di creare.

Lo spettacolo si configura come un dispositivo scenico ibrido che intreccia conferenza e rappresentazione teatrale, articolandosi attorno alla figura di Alberto Giacometti e ai nuclei tematici della sua opera.
Nel primo atto, una docente guida il pubblico attraverso un percorso storico-critico che mette in relazione la produzione dell’artista con elementi biografici e con il dialogo intellettuale con Samuel Beckett, fino all’introduzione di un presunto testo inedito che segna il passaggio dal piano documentario a quello finzionale.
Il secondo atto si presenta sotto forma di un dialogo tra due amiche, con la particolarità che entrambe incarnano Caroline in due momenti diversi: durante la relazione con Giacometti e mezzo secolo dopo. Il motivo centrale è una MG sportiva rossa che Giacometti acquistò impulsivamente per lei e a bordo della quale — guidata da Caroline per le strade di Parigi — egli realizzò schizzi poi inclusi nel suo ultimo volume di disegni, pubblicato con il titolo Paris sans fin.
Elemento ricorrente è il motivo del corbillard, assunto come metafora del passaggio e del percorso esistenziale, in relazione ai temi del movimento e della caduta. Lo spettacolo si conclude con la rievocazione del funerale di Giacometti, ambientato sessant’anni fa nella valle della Bregaglia, dove un carro funebre trainato da un’unica giumenta accompagna le spoglie dell’artista al cimitero del villaggio natale.
Per la sua struttura modulare, il progetto si presta a contesti differenti - teatrali, museali e accademici - adattando il proprio equilibrio tra riflessione critica e narrazione scenica.

A dare voce e corpo a questa complessa narrazione saranno le attrici Stefania Casini e Astra Lanz che hanno avviato, insieme a Marek Kedzierski, il lavoro di studio e interpretazione dei testi. La direzione artistica è a cura di Andrea Ragosta. La produzione e la messa in scena si svolgono in collaborazione con l'Associazione Socio Culturale AGHARTI di Chiavenna e con l'Associazione Culturale Mascarà, Teatro popolare d’arte, Teatro delle Arti, Lastra a Signa, Firenze. Quest’ultima ospita una residenza artistica nel suo teatro nelle ultime due settimane di agosto 2026.

Marek Kedzierski, nato a Łódź nel 1953, è scrittore, traduttore, critico letterario, regista teatrale e curatore di festival internazionali. Autore di otto volumi, numerose traduzioni e oltre 150 saggi critici, è considerato uno dei maggiori conoscitori e divulgatori dell’opera di Samuel Beckett, Thomas Bernhard e Alberto Giacometti.

Produzione dello spettacolo
Fondazione Centro Giacometti, Stampa, Svizzera
Associazione Socio Culturale AGHARTI, Chiavenna, Italia

Produzione esecutiva, con ruolo di contribuendo alla realizzazione artistica e organizzativa del progetto:
Associazione Culturale Mascarà, Teatro popolare d’arte, Teatro delle Arti, Lastra a Signa, Firenze, Italia
Questa associazione ospita una residenza artistica nel suo teatro nelle ultime due settimane di agosto, mettendo a disposizione lo spazio e il tempo necessario per il lavoro di prove e sviluppo dello spettacolo.

Le Scuole di Bregaglia mettono a disposizione la palestra della scuola secondaria di Stampa per le prove e la prova generale di sabato 3 ottobre 2026, e le attrici e il regista saranno a disposizione giovedì 1. ottobre 2026 per uno scambio con le allieve e gli allievi della scuola di Stampa. La Comunità montana Valchiavenna e la Fondazione Suor Maria Laura a Chiavenna, Italia, ospitano presso la loro foresteria il team del teatro durante le prove per la rappresentazione a Stampa.
Il Comune di Sondrio, Italia, mette a disposizione la sala C. Pedretti nel Teatro Sociale per le prove e per l’anteprima dello spettacolo giovedì 5 novembre 2026.

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